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Odio : Il sangue è solo rosso. Il sangue è caldo. Il sangue nutre. Il sangue è cibo per il corpo. Per l'anima ci vuole ben altro.
Amo : Al tramonto, il sole brucia il paesaggio coi rossi fiammeggianti.La Stella Maris appare subito, ancor prima che il sole scompaia del tutto.
La mia musica : la settima dominante.
I miei libri : tutti quelli che devo ancora leggere.
vallebuia
A volte si perde la strada, a volte la mappa di fuga è illeggibile, a volte la neve cancella il sentiero, a volte la notte gli alberi cambiano di posto, a volte è impossibile attraversare un guado e allora bisogna prendersi per la mano per accettare la sconfitta o aiutarsi per lavorare insieme al superamento delle difficoltà e non è detto che le si possa superare, non è detto che le strade si aprano all'aurora di un nuovo giorno di cammino. A volte non rimane che la desolazione, nella prima luce grigia dell'alba.
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Conclusioni
"Una volta mi sei piaciuto per una decina di minuti." Restò deluso, ed anche sconcertato. "Ah sì?, così tanto...?" Lasciamo perdere.Non puoi prolungare una diecina di minuti all'infinito.

sabato, 11 agosto 2007,ore 15:02

meteora2

Verde Mississippi

Queste pagine cosa sono, infine?
Una specie di  elettroencefalogramma o un cardiogramma di una esistenza vera e tangibile, quasi sempre vissuta  aspramente e senza consentirsi riflessioni. Questi fogli sono da considerare aggiornamenti.

San Lorenzo di un secolo fa.
E' notte fonda.Tra la mezzanotte e l'alba, quando ci si sente parecchio soli al mondo. Vento stabile da ovest-nordovest. Mare nero puzza di sale caldo, penetrante e stordente,  e plancton fosforescente si arrotola lontano dalla prua, incanta gli occhi, fa scivolare nel non pensiero, niente  passa per la mente, un vuoto perso in quel fluttuare luminoso, e a volte non pensare è meglio.
La cisterna non è dotata di radar: è una vecchia carretta, buona solo per navigazione sottocosta, così nella notte si naviga a vista. Per quel che possono servire, fuori, all'aperto, ci sono due marinai, uno a dritta ed uno a sinistra. Loro sono gli occhi della nave. Scrutano l'orizzonte per 180°, cannocchiali alla mano.
La plancia è al buio, tutta la nave è al buio, proprio per non creare riflessi che possano impedire di vedere nella notte là, oltre la piccola luce rossa installata sulla prua.Quella luce indica alla plancia dove finisce la nave e dove inizia il mare. Gli uomini del turno di seconda sono silenziosi, persi ognuno per proprio conto.
Il comandante è a dormire ed è il nostromo a farne le veci. Al timone c'è il Livornese, non servono i nomi, è comunque il miglior timoniere a bordo, quello di manovra, con lui si approda sicuri di non sbattere nelle banchine.
Il pulsare dei motori si trasmette alle strutture d'acciaio e batte come un cuore, forse è davvero un cuore, forse la vecchia carretta ha davvero un'anima, ormai. Il contro mare, induce nello scafo una vibrazione che a volte diventa lamento di vecchie lamiere, uno scricchiolìo che parte da prua e che si perde a poppa. Se appoggi la mano su qualsiasi superficie lo scricchiolìo t'entra dentro ed entri anche tu dentro quell'acciaio.
Eppure la vecchia nave si ostina a navigare,  appesantita dagli strati di vernice sbollata da tutte le parti. Dalla tranquilla navigazione sul verde sporco e fangoso del Mississippi alle incertezze dell'azzurro scuro del Mar  Tirreno, che non è un oceano ma ha pur sempre le sue onde maligne. Un bel salto, l'Atlantico, per uno scafo come questo. Chi la portò attraverso l'Oceano deve averne viste abbastanza per andare in pensione. Il fondo piatto mal si addice all'onda breve e corta.La prua è dritta e verticale e la fa sembrare un ferro da stiro, di quelli che si scaldavano con la brace.
Eppure naviga. Non si sa come ma naviga.
Sarà per quello che gli uomini della notte sono silenziosi, forse sono stupiti di stare ancora a galla sul ferrovecchio.
La campana di cielo di quest' agosto puzzolente di gasolio, di lavoro sudato e continuo, di fatica malpagata, è la solita meravigliosa passerella di stelle, - quante sono? sei-settemila, non di più. Ma sembrano davvero miliardi - ormai non la guarda più nessuno, si fa l'abitudine anche allo splendore, oltre che alla feccia. 
Il bolide attraversa l'orizzonte da dritta a sinistra con un albedo di pochi gradi, rapido. Si libra, sembra, trasformando la notte in cielo dal fulgore blu-ghiandaia, azzurro-palpitante e canuto-iridescente come un maestoso lampo, come una saetta, maestoso come un sole mutante che in un battito di ciglia nasce ad ovest e tramonta a sud, parallelo al mare, all'orizzonte, sfiora la prua per un attimo d'eternità, scompare.Scompare scintillando e lasciando negli occhi la scia di un arcobaleno incendiato.
E' ancora più silenziosa la plancia, adesso. Per un attimo tutti sono volati sulle stelle, al bello frantumato e dimenticato ed ora ricordato, da oriente ad occidente fin dove arriva l'occhio in movimento, in quel mistero ch'è lo splendore e la meraviglia del mondo, il bagliore e la gloria del tuono che illumina, fuori di sè, oltre la prua, oltre l'orizzonte, oltre la comprensione, da qualche parte là, dove tutti si fanno domande senza aver risposta alcuna.
La nave-cisterna arranca affaticata, lo scafo vibra frenetico sul sibilo acuto delle macchine a scoppio.
Il turno di seconda avrà il cambio alle 04.00.
 

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